Rosa Shocking
Il termine di colore inglese shocking pink ha una precisa data di nascita: il 1937, anno in cui Elsa Schiaparelli lanciò il profumo Shocking de Schiaparelli, la cui bottiglia (creata dalla scultrice Leonor Fini) aveva la forma del corpo dell’attrice Mae West. La confezione esterna era del colore che sarebbe diventato uno dei simboli della maison: il rosa shocking (Altissimi 2025) (Fig. 1).
Già dal 1937 il termine shocking pink appare in riviste come «Vogue», in cui la prima occorrenza si registra il 1° giugno 1937: “‘Shocking pink’ Schiaparelli calls the colour of this wool jacket, and there’s another shock (pleasant) when you see the ‘cancan’ dancers that make the buttons”. L’anno successivo il colore è reso ancora più celebre da collezioni della stilista come Circus, per l’estate del 1938. Iconica è poi la mantella Phoebus, frutto della collaborazione con l’artista Christian Bérard, che viene menzionata in «Vogue» del 15 ottobre 1938. Parte della collezione Cosmic (autunno-inverno 1938-1939) è oggi conservata presso il Musée Galliera, a Parigi. La popolarità del colore non si arresta e qualche anno dopo l’attrice Zta Zta Gabor appare vestita di shocking pink in Moulin Rouge; l’anno successivo (1953) è shocking pink l’abito di Marilyn ne Gli uomini preferiscono le bionde. Da quel momento in poi il colore non ha mai abbandonato le luci della ribalta e ancora oggi appare sulle passerelle in collezioni come Pink PP di Valentino (autunno-inverno 2022-23) (Fig. 2).
Il termine di colore italiano rosa shocking, calco dall’inglese in cui è tradotto solo il cromonimo pink, è databile al 1951: “La nota creatrice di modelli [Elsa Schiaparelli] predilige ancora il nero, ma lo accosta al rosa ‘shocking’ ed a un nuovo blu detto ‘sleeping’”(Moda invernale, «Stampa Sera», 19-20 dicembre 1951, p. 1). L’aggettivo shocking è virgolettato, forse a testimoniare che, ancora all’inizio degli anni Cinquanta, il termine non era ben acclimatato nella lingua comune. Un’occorrenza precedente di shocking con accezione cromatica (reperibile tramite Google Libri) risale al 1938: in questo caso non è presente il termine rosa, ma il colore cui si fa riferimento è ben chiaro: “Il colore maggiormente di moda è il blu marinaro con qualche tocco di colori più vivi. Lo ‘shocking’ di Schiaparelli è anche uno dei colori più quotati” (Rosalind Russel, Capricci rustici della moda, «Cinema. Quindicinale di divulgazione cinematografica», 46, 1938, p. 349). Dunque, l’influenza della moda parigina e soprattutto quella di Elsa Schiaparelli erano già giunte in Italia negli anni Trenta. Il termine di colore, dopo le prime apparizioni tra la fine degli anni Trenta e l’inizio degli anni Cinquanta, non esce più dall’uso e anzi, ha fatto breccia nel lessico comune e può essere attribuito anche ad altri referenti.
Per quanto riguarda il francese, la locuzione rose shocking non è registrata nei maggiori dizionari, ma appare in Google all’inizio degli anni Cinquanta: “C’est le fameux rose shocking, inventé par Schiap avant guerre et qui révolutionna jusqu’au maquillage” (Françoise Giroud, Françoise Giroud vous présente le tout-Paris, Paris, Gallimard, 1952: p. 302). Il colore è definito fameux, elemento che lascia supporre che esso fosse già diffuso in precedenza.
Dunque, la tonalità di rosa fucsia accesa e luminosa resa celebre, se non inventata, dalla stilista Elsa Schiaparelli e da lei stessa nominata shocking pink, si è diffusa, fin dagli anni immediatamente successivi al 1937, sia in italiano, sia in francese attraverso i calchi traduzione rosa shocking e rose shocking, tuttora in uso nella lingua della moda e spesso anche nel linguaggio comune.


A cura di Elisa Altissimi

